Più della metà della popolazione mondiale è affetta da difetti della refrazione tali da richiedere l'uso di lenti correttive. La maggior parte della gente usa occhiali e/o lenti a contatto, ma molte persone in tutto il mondo desiderano liberarsi dalla schiavitù dalle lenti. E' stato a lungo un obiettivo degli oculisti di individuare delle procedure per la correzione permanente dei problemi refrattivi, e da oltre 100 anni si sperimentano tecniche chirurgiche per ridurre o eliminare la totale dipendenza dagli occhiali.

Ciò è attualmente possibile con l'introduzione delle tecniche di chirurgia refrattiva per la correzione della miopia e dell'astigmatismo. La chirurgia refrattiva agisce modificando la forma della superficie anteriore dell'occhio, attraverso una delle numerose tecniche micro-chirurgiche. La chirurgia refrattiva è principalmente utilizzata per la correzione dei problemi della visione a distanza, la cui causa può essere la miopia, l'ipermetropia e/o l'astigmatismo. La cornea è la superficie anteriore trasparente dell'occhio, che in condizioni normali, contribuisce a focalizzare le immagini sulla parte posteriore dell'occhio, la retina. La miopia, l'ipermetropia e l'astigmatismo sono condizioni congenite nelle quali la cornea è troppo curva, troppo piatta o asimmetrica e per conseguenza le immagini sono sono proiettate sulla retina distorte o fuori fuoco. Le tecniche di microchirurgia refrattiva agiscono appiattendo la zona centrale della cornea nella miopia, incurvando la zona centrale della cornea nell'ipermetropia, e appiattendo solo una parte della cornea nell'astigmatismo. La chirurgia dell'astigmatismo è spesso effettuata in associazione a quella della miopia o dell'ipermetropia.

Tecniche chirurgiche Cheratomia radiale (RK) La Cheratotomia Radiale, attualmente in disuso, essendo stata soppiantata dall'avvento dei Laser ad Eccimeri, è utilizzata per correggere i casi di miopia lieve e media. Si effettuano una serie di incisioni con un bisturi con lama di diamante, iniziando in prossimità del centro della cornea verso la periferia (tecnica americana), o dalla periferia verso il centro (tecnica russa), o combinando le due tecniche. La zona centrale della cornea non viene incisa, lasciando una finestra centrale trasparente Tali incisioni, da quattro a sedici, sono localizzate simmetricamente sulla cornea, come le ruote di un carro, raggiungendo una profondità di circa il 90% dello spessore della cornea. Queste incisioni indeboliscono la periferia della cornea provocando uno sfiancamento periferico con un conseguente appiattimento del centro della cornea, che costituisce l'effetto desiderato. A seconda dell'entità della miopia, variano il numero delle incisioni la loro profondità e la distanza dalla zona ottica. Con tale metodica, effettuabile anche in anestesia topica (collirio anestetico), si correggono efficacemente miopie fino a 5-6 diottrie, con un veloce recupero visivo. Cheratectomia FotoRefrattiva (PRK) La Cheratectomia Fotorefrattiva è una delle tecniche di chirurgia refrattiva più moderne, ed è applicata ai gradi lievi e medi di miopia. Viene utilizzato un laser ad eccimeri per rimuovere una piccola quantità di tessuto dalla superficie anteriore del centro della cornea. Questo laser è un laser "freddo" in quanto non brucia i tessuti, ma li vaporizza rompendone i legami molecolari. Il laser consente un rimodellamento estremamente preciso della superficie della cornea, previa rimozione meccanica di un sottile strato di tessuto chiamato epitelio, il quale rigenera entro 24-48 ore e si conforma alla nuova, più piatta superficie modellata dal laser. Tale metodica va sempre più diffondendosi e grazie alla continua evoluzione tecnologica, trova nuove ed importanti applicazioni come la correzione di astigmatismo ed ipermetropia. La procedura si effettua in anestesia topica (collirio anestetico) e talvolta, a causa di una più o meno lieve opacità corneale indotta, il recupero visivo dura alcune settimane. LASEK: laser cheratomileusi epiteliale Procedura alternativa, in cui al laser si associa una manovra tecnicamente molto delicata di scollamento dello strato superficiale, l'epitelio, che viene riposizionato sulla cornea dopo il trattamento. Ciò produce, secondo alcuni, minori fastidi e complicanze (secchezza oculare e haze) per il paziente. Il trattamento Laser avviene esattamente come nella PRK.

Cheratomileusi In-situ Laser (LASIK) La LASIK è una tecnica che combina due procedure precedentemente descritte: la Cheratoplastica Lamellare (LK/ALK) e la Cheratectomia Fotorefrattiva (PRK). La LASIK può potenzialmente correggere qualsiasi grado di miopia. Grazie alla continua evoluzione tecnologica la LASIK è anche efficace nella correzione dell'astigmatismo. La tecnica chirurgica consiste nel creare un sottile lembo corneale mediante uno strumento micro-chirurgico ad alta precisione. Il lembo viene delicatamente ripiegato per esporre il tessuto corneale sottostante. Il secondo tempo della procedura utilizza il laser ad eccimeri per rimuovere una precisa quantità di tessuto dal centro della cornea. Il lembo corneale viene riposizionato sulla cornea ed assume la nuova, più piatta curvatura, correggendo così la miopia. PTK -Photo Therapeutickeratectomy (Fotocheratectomia a scopo terapeutico) Quando le anomalie di conformazione della cornea, sovente associate a deficit della trasparenza, conseguono a fatti traumatici o patologici, l'applicazione del laser ad eccimeri trova diverse e importanti indicazioni, data la sua capacità di regolarizzare la superficie corneale, asportandovi in modo incruento le zone opache. Le applicazioni a scopo terapeutico del laser ad eccimeri (PTK) sono spesso in grado di evitare la sostituzione della cornea mediante trapianto, con tutte le problematiche connesse e si applica nei seguenti casi: · distrofie e degenerazioni corneali, congenite o acquisite · opacità corneali indotte da fatti infiammatori o infettivi · sindrome delle erosioni epiteliali ricorrenti (a scopo antidolorifico) · esiti cicatriziali di interventi di chirurgia tradizionale mal eseguiti o comunque complicati · risultati insoddisfacenti, complicati o imprecisi, di interventi di chirurgia refrattiva mal condotti che richiedono di essere retrattati con metodiche più personalizzate.