Quando la cornea è opacata l'unico modo per recuperare la vista è il trapianto di cornea (o cheratoplastica). Tale trapianto consiste nella sostituzione di tessuto corneale patologico con una porzione equivalente di cornea sana proveniente da un donatore. Va sottolineato che, per la avascolarità della cornea, le probabilità di rigetto di un trapianto sono nettamente inferiori rispetto a qualsiasi altro organo del corpo umano. 

 

 

Cosa è la cornea?
La cornea, che rappresenta la porzione anteriore dell'occhio, è una struttura convessa e trasparente, costantemente bagnata dal liquido lacrimale. Le sue funzioni principali sono di agire come una potente lente ottica e di far passare la luce in modo regolare per consentire la formazione di un'immagine corretta a livello della retina. Per adempiere a questo scopo la cornea deve essere perfettamente trasparente.
In condizioni normali la trasparenza della cornea è resa possibile grazie alla presenza di diversi fattori concomitanti: l'assenza di vasi sanguigni al suo interno, la sua particolare struttura anatomica e l'esistenza di alcuni meccanismi fisiologici che impediscono un suo intorbidamento.

Come si produce il danno alla vista
L'opacizzazione della cornea può provocare una rilevante diminuzione della vista. Le cause che possono ridurre la trasparenza corneale sono molteplici: cicatrici corneali conseguenti a traumi di natura fisica o chimica, cheratiti (ovvero infiammazioni della cornea di origine virale, batterica, immunologica), distrofie corneali ereditarie. Inoltre esistono patologie come il cheratocono nelle quali, pur rimanendo il tessuto trasparente, è alterata la regolarità della superficie della cornea per cui questa non può più svolgere al meglio la funzione di "prima lente" del sistema diottrico oculare.
In pratica, paragonando l'occhio ad una macchina fotografica, è come se, pur in presenza di una pellicola perfettamente funzionante (retina), l'obiettivo (cornea) fosse danneggiato e non in grado di trasmettere alla pellicola immagini corrette.


Perchè è necessaria la donazione di cornee
I pazienti in lista di attesa per un trapianto di cornea sono numerosi ma, a causa della mancanza di donatori, solo una piccola parte di questi pazienti riesce a soddisfare le proprie esigenze e molti sono costretti ad effettuare l'intervento all'estero.
Si è cercato di ovviare a tale stato di cose importando cornee direttamente da paesi stranieri: in particolare è frequente l'utilizzo di cornee provenienti dalla banca dei tessuti americana, rigorosamente certificate soprattutto riguardo al pericolo di infezioni. Non sempre però la qualità delle cornee inviate dagli U.S.A. è soddisfacente.
E' quindi evidente la necessità di conseguire un incremento delle donazioni a livello nazionale.

Chi sono i potenziali donatori di cornee
In pratica tutti i soggetti, salvo rare eccezioni, sono potenziali donatori di cornee: non devono essere usate per il trapianto le cornee provenienti da pazienti con malattie generali quali la setticemia, la tubercolosi attiva, l'epatite virale, le affezioni neurologiche causate da virus lenti, le leucemie, i linfomi e i tumori metastatizzati. Inoltre devono essere escluse le cornee provenienti da pazienti sieropositivi per il virus HIV e per i virus dell'epatite o comunque con comportamenti a rischio e quelle provenienti da soggetti con patologie oculari dovute a infezioni, glaucoma, tumori del segmento anteriore dell'occhio, retinoblastomi.

Come si effettua un prelievo di cornea
A differenza di quanto accade nel caso di altri organi espiantati, il prelievo della cornea, o meglio del bulbo oculare, avviene nel cadavere dopo l'arresto cardiaco documentato da 20 minuti consecutivi di elettrocardiogramma piatto.
In pratica un prelievo corneale si può eseguire fino a 6 ore dopo il decesso, quando non può esistere alcun dubbio che la morte si sia verificata. Una volte prelevate, le cornee vengono poste in un liquido di conservazione che ne consente l'uso anche a distanza di alcuni giorni. Ciò permette anche la esecuzione dei tests per prevenire la trasmissione di malattie infettive.

Il consenso al prelievo
La legge dell'Agosto 1993 ha regolamentato i prelievi di cornea stabilendo che il prelievo può essere effettuato se il donatore non ha manifestato in vita un parere contrario e quando vi è il consenso dei parenti. La legge stabilisce inoltre che il prelevo può essere effettuato anche a domicilio.
Ciò premesso è chiaro che una risposta negativa ad una richiesta di donazione , specie in un momento così triste come la morte di un familiare, deve sempre essere considerata con rispetto e non deve essere ritenuta segno di scarsa solidarietà o di scarsa sensibilità. E' altrettanto chiaro però che è nostro dovere continuare a sensibilizzare gli eventuali donatori e i loro familiari sull'importanza di poter disporre di nuove cornee che potrebbero restituire la vista a centinaia di persone.
Cosa fare in caso di decesso di un potenziale donatore

La legge attuale ci consente di effettuare l'espianto di cornee anche a domicilio del defunto, ampliando di conseguenza, in modo notevole, il numero dei potenziali donatori.
Per informazioni sulle donazioni contattare l'Associazione Italiana Donatori di Organi (A.I.D.O.).
E' importante ricordare che il tempo utile per il prelievo è di circa 6 ore dalla morte.